Presentazione Immagini
   
TITOLO
CARTE D'AUTORE
   
DATA
dal 21/12/2009 - 18/01/2010
   
LUOGO
STUDIO S VIA DELLA PENNA 59
   
SITO INTERNET
www.argam.it
   
INDIRIZZO EMAIL
car.sin.s@virgilio.it
   
PRESENTAZIONE


CARTE D’AUTORE è il titolo dato da Carmine Siniscalco alla mostra inauguratasi lo scorso 21 dicembre ed aperta fino al prossimo 18 gennaio. L’esposizione che si articola su due binari: una collettiva di opere su carta di artisti di generazioni e tendenze diverse dove opere di artisti internazionali e ormai storicizzati sono affiancate ad opere di artisti emergenti, come è nella consuetudine della galleria: una vera e propria carrellata nel panorama dell’arte moderna e contemporanea a Roma, da Edita Broglio, Giorgio de Chirico, Riccardo Francalancia, Renzo Vespignani e Giacomo Porzano alle figure emergenti di Flavia Mantovan, Mariarosaria Stigliano, Billie Shanka Fraleigh, Eros Renzetti e Piero Mascetti passando per la generazione di artisti ormai classificati rappresentata da Bruno Caruso, Sinisca, Rosetta Acerbi, Lina Passalacqua per chiudersi con le raffinate carte di Margherita del Balzo, in arrivo da Bangkok, protagonista della prossima esposizione dello Studio S, dal 22 gennaio.

Questa carrellata di carte di autori diversi introduce la personale di MARIO LUZZATTO, un outsider, manager internazionale che, superato il traguardo dei 100 anni, si dedica ormai soltanto all’arte, passione primaria che lo ha accompagnato tutta la vita, da quando giovanissimo ha cominciato a dipingere e ad esporre dapprima in Italia e quindi in Argentina, dove si era trasferito nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali, a tutt’oggi. Lo Studio S gli aveva dedicato lo scorso anno un’esposizione dedicata ai suoi acquerelli ed olii d’impianto decisamente figurativo, e quest’anno presenta una serie di disegni, acquerelli e pastelli su carta, in massima parte astratti, spesso frutto di un involontario momento creativo esploso nel corso di riunioni di affari e consigli di amministrazione. Luzzatto si avvale di presentazioni e testimonianze critiche dal 1933 al 2007 firmate da nomi prestigiosi della critica e della letteratura internazionali. Il ricavato della mostra attualmente in corso è offerto dall’artista e dalla galleria all’Associazione Italiana Ricerca per il Cancro. Opere di Mario Luzzatto saranno disponibili in galleria anche dopo la chiusura della mostra, fino al 22 febbraio 2010

A distanza di quasi un anno torna sulla scena dello Studio S-Arte Contemporanea una prima assoluta di MARIO LUZZATTO, la cui “rinnovata creatività” del gennaio 2009 continua ad offrire sorprese agli addetti ai lavori, agli amici ed ai visitatori avendo l’artista superato l’invidiabile traguardo dei 100 anni. “Invidiabile” in quanto Mario Luzzatto, assicuratore che ha raggiunto negli anni l’apice della carriera, nato e rimasto pittore nonostante gli impegni professionali, è un manager ora in pensione in grado di dedicarsi infine alla passione primaria della pittura, ed è ancora sollecitato da interessi e curiosità che contribuiscono ad alimentare la sua straordinaria vitalità. E questo suo ritorno sulla scena ci permette di ammirare alcuni lavori recentissimi, un olio ed alcuni acquerelli, che si affiancano ad una selezione di carte disegnate e dipinte, di impostazione assolutamente diversa da quella delle opere fino ad oggi presentate da Mario Luzzatto nelle sue mostre in Italia e all’estero: composizioni e disegni inediti che vanno dalla figurazione all’astrazione, talora frutto di un involontario momento creativo esploso meccanicamente nel corso di riunioni di affari e consigli di amministrazione. Sono carte d’autore in massima parte degli anni ’70, una specie di libera cavalcata lungo i sentieri dell’arte del Novecento, testimonianza della duttilità, manualità e libertà di ispirazione ed espressione dell’autore.
E’ questa forse la qualità più rilevante dell’artista Luzzatto, il suo libero vagabondare da uno stile all’altro, dall’una all’altra tecnica, sempre con innata sicurezza ed intelligenza, senza porsi problemi di scelta e soprattutto con l’energia di chi ama mettersi in gioco convinto di essere in grado di raggiungere lo scopo prefisso. Come d’altra parte è riuscito a fare nella vita, un vero Gemello, 19 giugno, non dalla doppia vita come facilmente si afferma a proposito di questo segno zodiacale, ma dalla vita che può scorrere su un duplice binario, nel suo caso quello che da un lato lo ha portato ad entrare nel ristretto numero dei Cavalieri del Lavoro, e quello artistico che ancora oggi risponde a stimoli e sollecitazioni. Il paesaggio attraversato da questo secondo binario, che l’età non riesce a logorare, è arricchito dal candore quasi infantile che accompagna il vero artista nel corso degli anni ed è illuminato dai riflessi di una cultura ebraica a tutto tondo, che spazia dalla pittura alla musica, dalla letteratura alla filosofia. Una giustificata sindrome di vanità intellettuale accompagna Mario Luzzatto in questo suo viaggio, più fortunato che fortunoso, nell’arco della sua vita: una vita di successo nonostante i debutti non facili, la decisione di abbandonare l’Italia nel 1939 a causa delle leggi razziali e l’inizio di una nuova stagione nell’allora lontanissima Argentina da cui sarebbe tornato in Italia soltanto nel 1958. Sposato due volte felicemente, due volte rimasto vedovo, la seconda nel 2007, in età già avanzata, della moglie Bianca che dal 1977 lo aveva spinto, ormai in pensione, a promuovere e intensificare la sua attività artistica appoggiandolo con il suo entusiasmo caratteriale e la sua incoraggiante presenza, Mario Luzzatto ha pubblicato dal 1999 tre libri-cataloghi in occasione di sue personali allo Studio S-Arte Contemporanea, con presentazioni e testimonianze critiche dal 1933 al 2007 firmate da nomi prestigiosi della critica e della letteratura internazionali, ed a queste pubblicazioni rimando per maggiori informazioni sull’artista. Conosco da vari decenni Mario Luzzatto, gli sono amico, l’ho seguito negli anni, e mi piace chiudere questa breve presentazione ripetendo, e confermando, quanto scrissi in occasione della sua ultima esposizione allo Studio S nel gennaio scorso: “Oggi in me, amico da decenni, suscita sentimenti di affettuosa tenerezza per la sua ingenua anche se naturale civetteria e la sua opera al di sopra di ogni sospetto, per il suo mettersi in gioco quale artista in partenza vincente, per quel suo attendere oggi il traguardo finale con grande serenità ma non stanco di quanto la vita ancora gli concede, per quel suo amore per la bellezza che è per lui il vero elisir di lunga vita. Per essere così com’è, un uomo che ha saputo vivere, fare le sue scelte, amare ed amarsi.” Aggiungerei “….e per essere ancora in grado di sorprenderci”.

CARMINE SINISCALCO, dicembre 2009

LUZZATTO, PITTURA COLORE DELL’ANIMA

È un artista davvero d’eccezione quello al quale la Galleria Studio S di Via della Penna rende da oggi omaggio con una antologica curata da Carmine Siniscalco, che abbraccia i lavori dell’ultimo decennio. Mario Luzzatto sta per tagliare il traguardo dei 100 anni e da 75 intrattiene da autodidatta con la pittura un rapporto d’amore intenso e parallelo ai binari della sua vita ufficiale di manager. Rapporto che ha continuato a coltivare ed arricchire, quasi in segreto, anche dopo essere andato in pensione, rifiutando riflettori e passerelle. Un po’ l’appagamento di una carriera di successo. Un po’ il pudore di togliersi la maschera e mostrarsi a nudo, perché forme e colori gli sgorgano dentro d’istinto, intrattenibili, grida e sussurri dell’anima. Un po’ forse il dubbio di aver peccato di superbia che gli rode dentro da quando al padre che voleva spingerlo sul sentiero dell’arte confessò: “ho talento, ma non ho genio”.
Abbagliato dal confronto con i maestri che ha conosciuto di persona o incontrato al museo, dal Van Gogh di cui ricorda ancora la prima apparizione alla Biennale di Venezia a De Chirico, da Cezanne cui deve i toni della sua tavolozza di paesaggista ai futuristi, ha così tenuto per sé la sua vocazione alla creazione e al disegno, ma ha continuato a studiare, frequentando studi e gallerie, e a dipingere. Non come un pittore della domenica, perché lui stesso riconosce ai suoi quadri il marchio della dignità e della capacità espressiva, che solo uno che sa maneggiare il pennello può imprimere. E lo dichiara senza falsa modestia. A ragione, perché nelle opere che Siniscalco ha selezionato e raccolto ci sono vibrazioni di notevole intensità. Negli acquarelli e nei pastelli in particolare, tecnica in cui manifesta un controllo dello spazio e un senso d’equilibrio del colore da navigatore provetto. Nei suoi paesaggi, nei suoi scorci di tetti, nelle vedute di Parigi, in quei laghi che specchiano nuvole cupe o foreste abbaglianti avverti l’eco di altre scuole, altri stili, la lezione dei divisionisti, dei post-impressionisti, degli espressionisti, ma anche una coerenza, un’armonia e una poesia che sono tutte sue. E ti arrivano dentro.
Parlano i suoi oli. Quelle nature morte dal 2000 in poi scolpite con un vigore, una vitalità, una freschezza d’ispirazione che sconfessano e ci fanno invidiare il secolo che si è messo alle spalle, tra piaceri e dolori, traumi sconvolgenti come quello dello sterminio nazista Pogrom, evitato con una precipitosa fuga in Argentina. Il ricavato sarà devoluto alla campagna contro il cancro.


DANILO MAESTOSI, IL MESSAGGERO 16 GENNAIO 2009

MARIO LUZZATTO

Nato a Trieste il 19 giugno 1909, veneziano d’adozione, vissuto a Venezia fino al 1939, a Milano e in Argentina dal 1940 al 1958, residente a Roma dal 1958, MARIO LUZZATTO ha studiato a Venezia con il pittore Soriani, ma è in realtà un autodidatta formatosi a Milano negli anni giovanili nello studio del pittore Salietti e quindi a Buenos Aires con Pettoruti e Lucio Fontana. Ha tenuto personali a Venezia, Trieste, Buenos Aires e a Roma, nel 1977 alla Galleria l’Obelisco, nel 1983 e nel 1986 allo Studio S - Arte Contemporanea, nel 1991 e nel 1996 alla Galleria Pino Casagrande, ed ancora allo Studio S nel 1999 e nel gennaio e nel dicembre 2009. Mario Luzzatto ha sempre disegnato e dipinto senza mai dedicarsi interamente a questa sua giovanile e primaria passione , nonostante i consensi che la critica ed il pubblico gli hanno elargito dagli inizi. Vocazione che lo ha accompagnato per un’intera vita nonostante gli impegni professionali che gli hanno assicurato una carriera di grande prestigio, con riconoscimenti in Italia e all’estero. Non essere stato considerato un professionista dell’arte in quanto il “fare arte” lo ha accompagnato nella vita sempre a latere della carriera manageriale non è mai stato per Mario Luzzatto fattore di insoddisfazione esistenziale. La pittura è stata per l’uomo di successo la valvola ludica che gli ha assicurato ossigeno per tutta una vita: innanzi tutto un piacere, lo stesso piacere che la sua pittura comunica agli altri, indipendentemente dalle citazioni colte, dai riferimenti, dalla conoscenza profonda dell’arte che gli permette, tra l’altro, di essere acuto critico di se stesso. Un uomo riuscito a realizzarsi quale manager nel corso della sua vita, ed oggi, in pensione, consacrato artista di professione. .



 

   

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