PRESENTAZIONE |
CARTE D’AUTORE è il titolo dato da Carmine Siniscalco
alla mostra inauguratasi lo scorso 21 dicembre ed aperta fino
al prossimo 18 gennaio. L’esposizione che si articola
su due binari: una collettiva di opere su carta di artisti
di generazioni e tendenze diverse dove opere di artisti internazionali
e ormai storicizzati sono affiancate ad opere di artisti emergenti,
come è nella consuetudine della galleria: una vera
e propria carrellata nel panorama dell’arte moderna
e contemporanea a Roma, da Edita Broglio, Giorgio de Chirico,
Riccardo Francalancia, Renzo Vespignani e Giacomo Porzano
alle figure emergenti di Flavia Mantovan, Mariarosaria Stigliano,
Billie Shanka Fraleigh, Eros Renzetti e Piero Mascetti passando
per la generazione di artisti ormai classificati rappresentata
da Bruno Caruso, Sinisca, Rosetta Acerbi, Lina Passalacqua
per chiudersi con le raffinate carte di Margherita del Balzo,
in arrivo da Bangkok, protagonista della prossima esposizione
dello Studio S, dal 22 gennaio.
Questa carrellata di carte di autori diversi introduce la
personale di MARIO LUZZATTO, un outsider, manager internazionale
che, superato il traguardo dei 100 anni, si dedica ormai soltanto
all’arte, passione primaria che lo ha accompagnato tutta
la vita, da quando giovanissimo ha cominciato a dipingere
e ad esporre dapprima in Italia e quindi in Argentina, dove
si era trasferito nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali,
a tutt’oggi. Lo Studio S gli aveva dedicato lo scorso
anno un’esposizione dedicata ai suoi acquerelli ed olii
d’impianto decisamente figurativo, e quest’anno
presenta una serie di disegni, acquerelli e pastelli su carta,
in massima parte astratti, spesso frutto di un involontario
momento creativo esploso nel corso di riunioni di affari e
consigli di amministrazione. Luzzatto si avvale di presentazioni
e testimonianze critiche dal 1933 al 2007 firmate da nomi
prestigiosi della critica e della letteratura internazionali.
Il ricavato della mostra attualmente in corso è offerto
dall’artista e dalla galleria all’Associazione
Italiana Ricerca per il Cancro. Opere di Mario Luzzatto saranno
disponibili in galleria anche dopo la chiusura della mostra,
fino al 22 febbraio 2010
A distanza di quasi un anno torna sulla scena dello Studio
S-Arte Contemporanea una prima assoluta di MARIO LUZZATTO,
la cui “rinnovata creatività” del gennaio
2009 continua ad offrire sorprese agli addetti ai lavori,
agli amici ed ai visitatori avendo l’artista superato
l’invidiabile traguardo dei 100 anni. “Invidiabile”
in quanto Mario Luzzatto, assicuratore che ha raggiunto negli
anni l’apice della carriera, nato e rimasto pittore
nonostante gli impegni professionali, è un manager
ora in pensione in grado di dedicarsi infine alla passione
primaria della pittura, ed è ancora sollecitato da
interessi e curiosità che contribuiscono ad alimentare
la sua straordinaria vitalità. E questo suo ritorno
sulla scena ci permette di ammirare alcuni lavori recentissimi,
un olio ed alcuni acquerelli, che si affiancano ad una selezione
di carte disegnate e dipinte, di impostazione assolutamente
diversa da quella delle opere fino ad oggi presentate da Mario
Luzzatto nelle sue mostre in Italia e all’estero: composizioni
e disegni inediti che vanno dalla figurazione all’astrazione,
talora frutto di un involontario momento creativo esploso
meccanicamente nel corso di riunioni di affari e consigli
di amministrazione. Sono carte d’autore in massima parte
degli anni ’70, una specie di libera cavalcata lungo
i sentieri dell’arte del Novecento, testimonianza della
duttilità, manualità e libertà di ispirazione
ed espressione dell’autore.
E’ questa forse la qualità più rilevante
dell’artista Luzzatto, il suo libero vagabondare da
uno stile all’altro, dall’una all’altra
tecnica, sempre con innata sicurezza ed intelligenza, senza
porsi problemi di scelta e soprattutto con l’energia
di chi ama mettersi in gioco convinto di essere in grado di
raggiungere lo scopo prefisso. Come d’altra parte è
riuscito a fare nella vita, un vero Gemello, 19 giugno, non
dalla doppia vita come facilmente si afferma a proposito di
questo segno zodiacale, ma dalla vita che può scorrere
su un duplice binario, nel suo caso quello che da un lato
lo ha portato ad entrare nel ristretto numero dei Cavalieri
del Lavoro, e quello artistico che ancora oggi risponde a
stimoli e sollecitazioni. Il paesaggio attraversato da questo
secondo binario, che l’età non riesce a logorare,
è arricchito dal candore quasi infantile che accompagna
il vero artista nel corso degli anni ed è illuminato
dai riflessi di una cultura ebraica a tutto tondo, che spazia
dalla pittura alla musica, dalla letteratura alla filosofia.
Una giustificata sindrome di vanità intellettuale accompagna
Mario Luzzatto in questo suo viaggio, più fortunato
che fortunoso, nell’arco della sua vita: una vita di
successo nonostante i debutti non facili, la decisione di
abbandonare l’Italia nel 1939 a causa delle leggi razziali
e l’inizio di una nuova stagione nell’allora lontanissima
Argentina da cui sarebbe tornato in Italia soltanto nel 1958.
Sposato due volte felicemente, due volte rimasto vedovo, la
seconda nel 2007, in età già avanzata, della
moglie Bianca che dal 1977 lo aveva spinto, ormai in pensione,
a promuovere e intensificare la sua attività artistica
appoggiandolo con il suo entusiasmo caratteriale e la sua
incoraggiante presenza, Mario Luzzatto ha pubblicato dal 1999
tre libri-cataloghi in occasione di sue personali allo Studio
S-Arte Contemporanea, con presentazioni e testimonianze critiche
dal 1933 al 2007 firmate da nomi prestigiosi della critica
e della letteratura internazionali, ed a queste pubblicazioni
rimando per maggiori informazioni sull’artista. Conosco
da vari decenni Mario Luzzatto, gli sono amico, l’ho
seguito negli anni, e mi piace chiudere questa breve presentazione
ripetendo, e confermando, quanto scrissi in occasione della
sua ultima esposizione allo Studio S nel gennaio scorso: “Oggi
in me, amico da decenni, suscita sentimenti di affettuosa
tenerezza per la sua ingenua anche se naturale civetteria
e la sua opera al di sopra di ogni sospetto, per il suo mettersi
in gioco quale artista in partenza vincente, per quel suo
attendere oggi il traguardo finale con grande serenità
ma non stanco di quanto la vita ancora gli concede, per quel
suo amore per la bellezza che è per lui il vero elisir
di lunga vita. Per essere così com’è,
un uomo che ha saputo vivere, fare le sue scelte, amare ed
amarsi.” Aggiungerei “….e per essere ancora
in grado di sorprenderci”.
CARMINE SINISCALCO, dicembre 2009
LUZZATTO, PITTURA COLORE DELL’ANIMA
È un artista davvero d’eccezione quello al quale
la Galleria Studio S di Via della Penna rende da oggi omaggio
con una antologica curata da Carmine Siniscalco, che abbraccia
i lavori dell’ultimo decennio. Mario Luzzatto sta per
tagliare il traguardo dei 100 anni e da 75 intrattiene da
autodidatta con la pittura un rapporto d’amore intenso
e parallelo ai binari della sua vita ufficiale di manager.
Rapporto che ha continuato a coltivare ed arricchire, quasi
in segreto, anche dopo essere andato in pensione, rifiutando
riflettori e passerelle. Un po’ l’appagamento
di una carriera di successo. Un po’ il pudore di togliersi
la maschera e mostrarsi a nudo, perché forme e colori
gli sgorgano dentro d’istinto, intrattenibili, grida
e sussurri dell’anima. Un po’ forse il dubbio
di aver peccato di superbia che gli rode dentro da quando
al padre che voleva spingerlo sul sentiero dell’arte
confessò: “ho talento, ma non ho genio”.
Abbagliato dal confronto con i maestri che ha conosciuto di
persona o incontrato al museo, dal Van Gogh di cui ricorda
ancora la prima apparizione alla Biennale di Venezia a De
Chirico, da Cezanne cui deve i toni della sua tavolozza di
paesaggista ai futuristi, ha così tenuto per sé
la sua vocazione alla creazione e al disegno, ma ha continuato
a studiare, frequentando studi e gallerie, e a dipingere.
Non come un pittore della domenica, perché lui stesso
riconosce ai suoi quadri il marchio della dignità e
della capacità espressiva, che solo uno che sa maneggiare
il pennello può imprimere. E lo dichiara senza falsa
modestia. A ragione, perché nelle opere che Siniscalco
ha selezionato e raccolto ci sono vibrazioni di notevole intensità.
Negli acquarelli e nei pastelli in particolare, tecnica in
cui manifesta un controllo dello spazio e un senso d’equilibrio
del colore da navigatore provetto. Nei suoi paesaggi, nei
suoi scorci di tetti, nelle vedute di Parigi, in quei laghi
che specchiano nuvole cupe o foreste abbaglianti avverti l’eco
di altre scuole, altri stili, la lezione dei divisionisti,
dei post-impressionisti, degli espressionisti, ma anche una
coerenza, un’armonia e una poesia che sono tutte sue.
E ti arrivano dentro.
Parlano i suoi oli. Quelle nature morte dal 2000 in poi scolpite
con un vigore, una vitalità, una freschezza d’ispirazione
che sconfessano e ci fanno invidiare il secolo che si è
messo alle spalle, tra piaceri e dolori, traumi sconvolgenti
come quello dello sterminio nazista Pogrom, evitato con una
precipitosa fuga in Argentina. Il ricavato sarà devoluto
alla campagna contro il cancro.
DANILO MAESTOSI, IL MESSAGGERO 16 GENNAIO 2009
MARIO LUZZATTO
Nato a Trieste il 19 giugno 1909, veneziano d’adozione,
vissuto a Venezia fino al 1939, a Milano e in Argentina dal
1940 al 1958, residente a Roma dal 1958, MARIO LUZZATTO ha
studiato a Venezia con il pittore Soriani, ma è in
realtà un autodidatta formatosi a Milano negli anni
giovanili nello studio del pittore Salietti e quindi a Buenos
Aires con Pettoruti e Lucio Fontana. Ha tenuto personali a
Venezia, Trieste, Buenos Aires e a Roma, nel 1977 alla Galleria
l’Obelisco, nel 1983 e nel 1986 allo Studio S - Arte
Contemporanea, nel 1991 e nel 1996 alla Galleria Pino Casagrande,
ed ancora allo Studio S nel 1999 e nel gennaio e nel dicembre
2009. Mario Luzzatto ha sempre disegnato e dipinto senza mai
dedicarsi interamente a questa sua giovanile e primaria passione
, nonostante i consensi che la critica ed il pubblico gli
hanno elargito dagli inizi. Vocazione che lo ha accompagnato
per un’intera vita nonostante gli impegni professionali
che gli hanno assicurato una carriera di grande prestigio,
con riconoscimenti in Italia e all’estero. Non essere
stato considerato un professionista dell’arte in quanto
il “fare arte” lo ha accompagnato nella vita sempre
a latere della carriera manageriale non è mai stato
per Mario Luzzatto fattore di insoddisfazione esistenziale.
La pittura è stata per l’uomo di successo la
valvola ludica che gli ha assicurato ossigeno per tutta una
vita: innanzi tutto un piacere, lo stesso piacere che la sua
pittura comunica agli altri, indipendentemente dalle citazioni
colte, dai riferimenti, dalla conoscenza profonda dell’arte
che gli permette, tra l’altro, di essere acuto critico
di se stesso. Un uomo riuscito a realizzarsi quale manager
nel corso della sua vita, ed oggi, in pensione, consacrato
artista di professione. .
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